Il Ladro di Fotografie


Da Qlibri – Voto 3.8/5

Borriello ha una scrittura agile e scorrevole e sa rendere vivi i sentimenti dei personaggi , sa creare empatia. Cosa rara . La storia in sé è un noir più che un giallo, con un misterioso individuo che ruba fotografie dalle lapidi di un cimitero, in questo luogo lavora come becchino un ex poliziotto che in seguito ad un dramma personale si è lasciato andare all’alcolismo . Il libro legge davvero d’un fiato e allo stesso modo si finisce senza dubbi , senza misteri irrisolti, ma con la sensazione, ed è la pecca che ho trovato, che l’autore sia stato troppo frettoloso nella conclusione considerando che aveva creato uno scenario suggestivo e affascinante da sviluppare, poteva forse complicare un po’ le cose. Va bene il dono della sintesi ma ci sono rimasto male per il finale così rapido, vuol dire che il libro mi stava piacendo. Ho trovato situazioni o azioni che subito mi hanno ricordato questo o quel film, e non poteva essere altrimenti date le mie frequentazioni cinematografico-letterarie, vi lascio il divertimento nel divertimento di scoprire quali…
Comunque una piacevole lettura sotto questa canicola estiva.

Da Lo Scaffale dei Lettori – Voto 5/5

Ci sono cose che ti sconvolgono. Il ladro di fotografie – scritto da Vincenzo Borriello – è una di queste. Tutto inizia con degli insoliti furti in un cimitero di New York, qualcuno ruba le foto di donne morte. Cosa hanno in comune queste donne? Oltre al fatto di essere morte, sono giovani e belle. Il responsabile dei furti cerca tra queste povere ragazze, l’amore della sua vita. Il ladro, purtroppo, non si limiterà a rubare. La sua ossessione lo spingerà a uccidere. Il libro ha un inizio forte, d’impatto. Anthony, detective della Omicidi, è stato rapito insieme alla moglie. Si ritrova in un ambiente privo di luce – Borriello è molto pravo a descrivere la situazione e lo fa in modo incredibilmente coinvolgente – dopo alcuni giorni di prigionia passati da Anthony in completo isolamento, il suo rapitore gli porta da mangiare. Il poveretto mangia dello spezzatino. In bocca si ritrova un oggetto metallico che sputa immediatamente. Il buio gli impedisce di capire di cosa si tratti. Lo scoprirà quando la polizia interverrà per liberarlo. Cito dal libro: “Dopo questa terribile vicenda che inevitabilmente segna l’uomo, Anthony – anche a causa di problemi con l’alcool – lascia la polizia. Trova lavoro come becchino, nello stesso cimitero dove si verificheranno i furti. Anthony s’infatuerà di una ragazza, Sara (anche se non sono ben definiti i sentimenti che l’uomo prova per lei, forse frenato dall’amore per la sua defunta moglie). Anche il ladro di fotografie metterà i suoi occhi sulla ragazza. Il libro presenta una serie di spunti, riflessioni, interessanti sulla vita e la morte. Siamo in presenza di un noir ma non nel senso classico del termine. Ci sono un paio di colpi di scena davvero lodevoli. La scrittura è scorrevole, fatte alcune piccole eccezioni. La storia sa coinvolgere il lettore. Che dire… complimenti a Lettere Animate per aver scovato quest’autore. Attendo la prossima opera di Borriello per vedere se le premesse saranno confermate.

Da Letteratura Horror

La recensione odierna riguarda “Il ladro di fotografie” il romanzo noir scritto da Vincenzo Borriello (clicca e leggi l’intervista all’autore) ed edito dalla casa editrice Lettere Animate
TRAMA – Anthony, un ex poliziotto depresso e alcolizzato, lavora come becchino. Ha un solo scopo nella vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.

Mentre Anthony claudica nel suo impiego quotidiano, nel cimitero dove lavora spariscono dalle lapidi le foto di giovani e belle donne. Qualcuno sta cercando, attraverso le foto, il suo ideale di donna. Il responsabile dei furti si spinge oltre e preso da una accecata follia comincia a uccidere. Ma il fato di Anthony è segnato e lui incrocerà la strada del ladro di fotografie.
RECENSIONE – Il ladro di fotografie è un noir che bada più alla riflessione che all’azione. Per questo l’autore si perde spesso in considerazioni arzigogolate che talvolta fanno perdere il filo del discorso. Peccato perché l’inizio del romanzo è folgorante e di una violenza fuori dal comune che vale da solo la lettura del libro. Il protagonista, Anthony, spesso diventa irritante per il suo piangersi addosso e sembra accettare con passività l’assassinio della moglie. La storia si risolleva nel momento in cui entra in scena il ladro di fotografie. L’autore qui è bravo a inserire eventi significativi che ridestano l’interesse del lettore. Ne giovano in positivo il ritmo e l’azione.
Vincenzo Borriello con questo Il ladro di fotografie (Lettere Animate) è al suo terzo romanzo ed è la prima volta che si cimenta nel genere noir. I suoi precedenti lavori sono L’uomo che amava dipingere (Aurea) e La donna che sussurrava agli specchi (Montecovello).

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