Intervista su Libri e Scrittori


Intervista su Libri e Scrittori

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Il mio approccio con il mondo della scrittura è stato estremamente naturale. Amavo quando in classe c’era il compito d’Italiano. Ho sempre scelto la traccia d’attualità. Lo vedevo come un modo per dire la mia opinione. Dividerei il mio approccio alla scrittura. Il primo approccio aveva un carattere – come dire – non artistico (volevo fare il giornalista). Il secondo approccio, quello che mi ha portato a pubblicare dei libri, è ovviamente artistico.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Dopo essere rimasto invischiato in uno squallido istituto tecnico industriale, sono evaso iscrivendomi alla facoltà di Sociologia, conseguendo la laurea.

D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?
R) Riferendomi alla sola fase artistica, ho iniziato a scrivere nel momento in cui ho avuto una storia da raccontare. Perché? E chi lo sa, io ho semplicemente seguito un impulso.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Scrivere è come giocare a fare Dio. Dai la vita ai personaggi e quando ti pare, gliela togli anche.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Don Chisciotte, perché è stato il primo libro in assoluto che ho letto, poi direi Il Barone Rampante, l’immancabile Stato e Anarchia di M.A. Bakunin, anche se non si tratta di un romanzo e, infine, vorrei citare un racconto: Il Corvo di E.A. Poe.

D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) I libri d’amore e tutti quelli pubblicati dagli editori che pretendono soldi dagli scrittori.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Sinceramente nessun libro mi ha colpito a tal punto negli ultimi tre anni. Ho letto libri carini, piacevoli ma niete di più.

D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Una lettura molto recente, “Il monastero maledetto” di Antonio Gomez Rufo. Ho trovato di una noia mortale il suo continuo descrivere il re che s’ingozza a tavola.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Da separati in casa, direi…

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Dell’odierna editoria non mi piace il monopolio di una ristretta cerchia di gruppi editoriali. Ti confezionano il libro – corredato di pareri entusiastici sui giornali che ne anticipano l’uscita – e te lo servono. Per un piccolo editore è impossibile arrivare in libreria. Basta passare davanti alla vetrina di un megastore del settore. Trovi in bella mostra sempre gli stessi editori. Ovvio che poi vendono solo loro. La cosa che mi piace, invece è il coraggio e la dedisione di tanti piccoli editori che, nonostante le difficoltà, portano avanti la loro opera cercando di proporre testi di qualità.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Il panorama culturale italiano potrebbe essere la perfetta base di partenza per un thriller: chi ha ucciso la cultura nel nostro paese? Forza, scoprite l’assassino.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Come sempre ho spedito il manoscritto a diversi editori e ho atteso una risposta. Più di un editore si è dimostrato interessato a “Il Ladro di Fotografie” e alla fine ho scelto Lettere Animate.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Premetto che non guado molti film ma vorrei citare più di un titolo: Brave Heart, L’Attimo Fuggente e Non aprite quella porta.

D) Musica: la canzone del cuore?
R) Heavy metal tutta la vita. Più che una canzone del cuore, cito una band: Iron Maiden

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No

D) Ritiene siano utili?
R) Non avendolo frequentato, non saprei

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Rendere vivi i personaggi.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Le idee le appunto su un moleskine, giusto poche righe. Il resto del lavoro è tutto al computer.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) L’idea per Il Ladro di Fotografie mi è stata ispirata da un fatto di cronaca. Amo prendere spunti dalla vita vera per le mie storie.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) So solo che mi piace farlo.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Ho scritto qualche racconto, anche molto apprezzato da quanto ho potuto verificare ma preferisco scrivere romanzi.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il racconto è un concentrato di avvenimenti ed emozioni. Il romanzo è la forma più diluita di questo concentrato.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Più che altro è stato il titolo a scegliere il libro. Non so se sono l’unico a farlo, ma parto sempre dal titolo e da quelle poche parole sviluppo l’intera storia.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Proprio non ricordo, qualche mese. Certamente meno di un anno

D) Ha vinto premi letterari?
R) Difficile vincere se non partecipi

D) Crede nei premi letterari?
R) Per ora è una cosa che non m’interessa. Non m’interessa la competizione.

Ha altri progetti in cantiere?
R) Sì, uno per adesso lo tengo segreto, l’altro è la riscrittura del mio libro d’esordio: “L’uomo che amava dipingere”

L’intervista originale qui

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