Lega Nord, Salvini: svelato il mistero delle sue magliette


Salvini: Renzi a casa

Più guardavo Salvini, massimo esponente della Lega Nord, in TV e più la mia attenzione era attratta dalle sue magliette e felpe, anche perché proprio non ci riesco a prestare più di 60 secondi d’attenzione alle cose che dice. Avete presente quelle con lo slogan “Renzi a casa”, “Stop Invasione”, “Io sto con Stacchio” ecc?

Mi chiedevo perché tanta costanza da parte sua e di altri leghisti come lui a presentarsi in TV indossando questi capi d’abbigliamento. Anzi, in alcune occasioni, lo stesso Salvini ha colto l’occasione di porre l’accento sulle sue bellissime T shirt inneggianti questo o quel messaggio. Prima di proseguire, consentitemi una digressione: voi avete idea di quanto costi comprare spazi pubblicitari in Rai, Mediaset o La7? Io no, ma dubito di potermi permettere di pubblicizzare il mio prossimo libro attraverso questi colossi.

Ma torniamo a Salvini, Maroni, Tosi, Zaia, la Lega Nord che, oltretutto, terranno una manifestazione a Roma domani, 28 febbraio. Dicevo di queste belle magliette Legamania. Mi sono chiesto, vuoi vedere che le vendono? Per togliermi ogni dubbio, ho fatto un giro sul sito della Lega Nord. Appena entrato, sulla homepage appare il faccione di Salvini, con sguardo Severo e claim “Renzi a Casa”. Fortunatamente, un po’ in stile Zio Sam, Salvini riappare sorridente per invitare tutti a unirsi alle battaglie della Lega Nord.

Il mio occhio cade sul menù gadget. Vado a colpo sicuro, clicco e si rivela a me un mondo nuovo: la collezione primavera-estate del perfetto padano. In vendita ci sono le magliette con gli slogan citati poc’anzi e visti decine di volte in TV, addirittura prodotti per la persona come burro per il corpo e colmo dei colmi maschera argilla nera (così la pianterete di dire che quelli della Lega Nord sono razzisti). Ma non finisce qui. Prima vi avevo accennato alla manifestazione della Lega Nord a Roma, Piazza del Popolo,  per il 28 febbraio.

Per l’occasione, la Lega Nord ha messo in vendita uno speciale kit che comprende la famosa maglia “Renzi a casa” più volte sfoggiata dal nostro Salvini davanti alle telecamere, un portachiavi che non ho capito bene quale utilità possa avere in un kit da manifestazione, una shopper Lega Nord e una penna “Stop Invasione” che penso possa tornare utile nel caso s’ingaggi una battaglia contro l’Isis giunta a Roma per invaderla. Dopotutto, da scrittore e blogger, sono il primo a dire che “la penna è più potente della spada”.

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Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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