Elezioni Torre del Greco, compravendita voti: Borriello chiude gli occhi


On. Ciro Borriello

Non si placano le polemiche sul voto a Torre del Greco. A fare da contraltare alle denunce d’irregolarità nel corso della tornata elettorale, c’è l’On. Ciro Borriello, candidato sindaco del centrodestra, ex Forza Italia e di un’altra miriade di formazioni politiche, sintomo che lo sfidante di Loredana Raia (PD), ha difficoltà nel trovare una casa e mettere radici, a meno che non si tratti di palazzo Baronale.

Ciro Borriello si è già seduto, in passato, sulla poltrona di primo cittadino e al ballottaggio del prossimo 8 giugno si presenterà con un considerevole vantaggio rispetto a Loredana Raia. Ma chi vincerà il prossimo 8 giugno, almeno al sottoscritto, interessa poco. La questione è ben altra e di una gravità assoluta. Che lo scorso 25 maggio ci siano stati loschi movimenti nei pressi dei seggi elettorali è più di un sospetto. Il primo ad avanzare dubbi sulla regolarità del voto sono stato io. L’ho sostenuto con due precedenti articoli, uno scritto praticamente in tempo reale.

Una cosa dev’essere chiara tanto a Raia quanto a Borriello: la legalità non è né di destra né di sinistra, è un valore assoluto e dev’essere un vessillo per chiunque voglia fare politica. Sinceramente trovo sconveniente per Borriello liquidare frettolosamente la storia della compravendita dei voti come “macchina del fango”. L’impressione è che l’ex sindaco torrese preferisca chiudere gli occhi, tapparsi il naso e prepararsi a godere il successo elettorale. Eppure, nessuno sta dicendo che – ammesso ci sia stata compravendita dei voti – questa sia stata a vantaggio di uno o più candidati del centrodestra. Per quanto ne sappiamo, potrebbero anche essere stati a vantaggio di un candidato del centrosinistra.

Borriello, invece, parte dal presupposto che si tratti di un attacco nei confronti della sua parte politica. Dovrebbe essere nell’interesse di tutti, Borriello compreso, andare fino in fondo a questa storia invece il chirurgo plastico di Torre del Greco preferisce liquidare superficialmente i gravi sospetti con un tentativo di screditare il voto dei cittadini che, fino a questo momento, lo sta premiando.

Evidentemente all’On. Ciro Borriello interessa esclusivamente vincere la competizione elettorale, tutto il resto passa in secondo piano. C’è ancora una settimana di tempo e auguro a Borriello di ravvedersi, aprire gli occhi e mettere in campo tutte le sue forze a servizio della verità e della legalità. Insomma, il minimo per un uomo delle istituzioni.

Vincenzo Borriello Scrittore

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Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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