Elezioni europee e comunali a Torre del Greco, tutto regolare?


Si stanno svolgendo regolarmente le elezioni in corso a Torre del Greco, città in provincia di Napoli, i cui cittadini sono stati chiamati a votare per le comunali e le europee? Il dubbio che qualcosa di losco ci sia, mi assilla.

Per quali ragioni nutro tali dubbi? Ebbene, gli elementi in mio possesso sono scarsi, davvero pochi per andare a un posto di polizia e presentare denuncia o semplicemente informare uno degli agenti presenti presso il seggio elettorale. Quelli come me, però, sono abituati a camminare sempre con i radar attivati, la notizia è dietro l’angolo, specie quando si è soliti scrivere di malaffare e corruzione.

Erano trascorse da poco le 11. Mi stavo recando al seggio elettorale di via Chiazzolelle, una scuola elementare. Una copia – una donna bassa, corpo minuto e il volto segnato (non mi avventuro nel dire da cosa sia stato segnato qual volto) e un uomo alto, capelli grigi – incrocia la mia strada. La coppia aveva da poco varcato il cancello della scuola. La donna sembrava agitata, diceva all’uomo di essere stata colta dall’ansia: c’era una guardia (un poliziotto) che la fissava. L’uomo la rassicurava, le diceva di non preoccuparsi.

Porto la mano alla tasca nel tentativo di prendere il mio cellulare e scattare una foto. In quel momento mi sono reso conto di aver lasciato il cellulare a casa, in quanto non ammesso in cabina elettorale. Ecco, il mio sospetto è che la coppia abbia fotografato o tentato di fotografare, il voto espresso nel segreto della cabina elettorale. Una pratica tanto comune quanto vietata. Si fotografa il voto per fornire prova di aver espresso la propria preferenza in favore di un candidato che in cambio fa favori, oppure paga una somma di denaro. Inutile precisare che spesso, dietro c’è la camorra che orienta gli elettori verso un candidato di loro interesse.

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Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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