Tutto sugli interessi russi ed europei in Ucraina


Cercherò di analizzare l’attuale crisi tra la Russia e l’Ucraina. Le tensioni in essere tra i due stati, inevitabilmente, coinvolgerà altri attori, europee e non. Premetto che nelle mie considerazioni mi avvarrò della preziosa guida di un libro letto qualche anno fa: “I tre imperi” scritto da Parag Khanna.

Churchill definì la Russia come “un indovinello avvolto nel mistero dentro un enigma”. La Russia, nei decenni successivi la dissoluzione dell’Unione Sovietica, aveva perso di vista la sua importanza strategica nello scacchiere geopolitico. Tanto è vero che la Russia, negli anni 90, aveva perso quasi del tutto la sua influenza diplomatica. Dalle parti del Cremlino, si prova una forte rabbia per l’aver perso lo status di un tempo e guardano con un senso d’impotenza alla maggior influenza degli Stati Uniti, dell’Europa e della Cina.

Con l’arrivo di Putin, c’è un cambio di rotta. Grazie al controllo di un’enorme quantità di risorse naturali, oggi Mosca può dettare le sue condizioni. Come scrive Khanna

“Con il valore del gigante dell’energia Gazprom lievitato dai dieci miliardi di dollari del 2000 ai quasi trecento del 2006 la diplomazia moscovita è diventata in fretta un sinonimo della diplomazia Gazprom. Dal momento che questa società controlla la rete di distribuzione di gas naturale in tutto l’Est europeo, gli stati di questa regione si dividono a tutt’oggi in due categorie: quelli ricchi abbastanza da sfuggire alle estorsioni energetiche di Mosca e quelli vulnerabili agli intrighi di sinistri businessman russi che esigono la svendita di asset chiave, dalla Romania alla Georgia, minacciando rialzi di prezzo”. (I tre imperi – P. Khanna – p.46)

Del resto Putin, allo scopo di rallentare la crescita delle ex repubbliche baltiche sovietiche, ha dato il via alla costruzione di una pipeline che attraverso il Baltico raggiungesse direttamente la Germania. L’influenza della Gazprom nella vita pubblica – Dmitrij Medvedev, ex presidente della Russia e attuale premier, è stato presidente della compagnia – è significativa, al punto di sostituirsi allo Stato in alcuni casi, costruendo strade, ospedali, centri sportivi ecc.

Sebbene con la fine della Guerra Fredda i rapporti tra Stati Uniti e Russia si siano distesi, le armi nucleari sono ancora puntate l’una contro l’altra. La Russia può arginare l’espansione della NATO, ma ben poco può fare contro l’espansione dell’Unione Europea. La Russia ha tentato di ostacolare gli obbiettivi europei come la sicurezza energetica o il rispetto dei diritti umani. La risposta degli stati baltici è stata quella di dare il via a una serie di politiche economiche aperte all’investimento dei paesi facenti parte dell’UE, mettendo così fuori gioco la Russia e favorendo un’apertura dell’Europa nei confronti di questi stati.

L’Ucraina ha un’importanza strategica vitale sia per la Russia sia per l’Europa.

«Questo potrebbe essere anche un remoto angolo d’Europa, ma è l’epicentro della lotta contro la Russia» Così proclamava a gran voce, in un irish pub della capitale Ucraina, Kiev, il direttore di un giornale indipendente. Se le grandi strategie sono ordite a Washington, a Bruxelles, a Mosca e a Pechino, le vittorie si ottengono sul terreno, ricorrendo a tutte le armi della globalizzazione: il denaro, gli oleodotti, le diaspore, i media. L’Ucraina è un paese in cui il gioco diplomatico è condotto giorno e notte da politici, generali, attivisti, businesspeople. La posta in gioco è alta: si tratta nientemeno che mettere le briglie alla Russia e di espandere verso est l’impero europeo. (I tre imperi – P. Khanna – p.51).

La Russia ha sempre rivendicato il possesso della Crimea, regione di fatto invasa dalle forze armate inviate dal Cremlino con il pretesto di difendere la popolazione di origine russa. C’è un aspetto da non sottovalutare: il contratto in essere che prevede il prestito alla Russia delle attrezzature navali del porto di Sebastopoli, sul Mar Nero.

Un imprenditore di Simferopol che preferisce restare anonimo disse:

Per le aziende delle nuove tecnologie siamo il passaggio obbligato per la fabbricazione di microchip, per l’export in Turchia e nel Caucaso attraverso il Mar Nero. (I tre imperi – P. Khanna – p. 58)

L’europeizzazione dell’Ucraina – corridoio per il petrolio e il gas della Russia – unitamente alle operazioni di diversificazione energetica messe in atto da diversi stati europei, renderebbe la Russia più mansueta e vanificherebbe le sue minacce di alzare i prezzi o di tagliare i rifornimenti. Superfluo dire che uno scenario del genere indebolirebbe significativamente l’ex centro dell’Unione Sovietica. Per tale ragione la Russia non se ne starà con le mani in mano mentre l’Ucraina passa sotto l’influenza dell’UE.

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Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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