Grillo l’ha fatta fuori dal blog


A conti fatti, sarebbe stato meglio per tutti se Grillo fosse rimasto a fare il suo show a Sanremo invece di trasferirlo a Roma, dove ha incontrato Renzi. Poco più del 50% degli iscritti al blog di Beppe Grillo, ha espresso la volontà affinché il Movimento 5 Stelle si presentasse al colloquio con il Segretario del PD. Gli elettori favorevoli all’incontro, credo, si aspettassero qualcosa di più di un monologo diviso in due atti: il primo davanti a Renzi, il secondo alla stampa.

Una domanda mi sorge, anzi due: quale utilità ha avuto una simile buffonata? Sono stati rispettati quegli elettori che volevano la presenza del M5S al cospetto del segretario del PD? Con il suo atteggiamento, mi sembra che Grillo, nonostante i risultati del voto al “referendum” indetto sul suo blog, abbia voluto imporre comunque la sua linea, chiara fin dall’inizio quando aveva bollato l’incontro con Renzi come un’inutile farsa.

Dispiace vedere Di Maio mestamente “accucciato” (non che sia un cane, è bene precisarlo) al fianco del suo leader senza neanche provare a dire una parola, completamente esautorato dal suo ruolo di rappresentante attivo del movimento. «Lascia parlare me» gli avrà detto Grillo e lui ha obbedito.

Grillo l’ha fatta fuori dal blog. Ha perso l’occasione di ribattere parola su parola – ammesso ne fosse in grado – a quanto gli avrebbe detto Renzi, invece, ha preferito non lasciarlo parlare. Una mossa che qualcuno potrebbe scambiare anche per paura dell’avversario. Ha ripetuto come un mantra, la solita nenia. Grillo, a volte, è simpatico. Molte volte stanca, annoia, come quei comici che propongono sempre lo stesso personaggio, incapaci d’innovarsi, reinventarsi, fino  a restare schiavi di una maschera che s’incolla sul volto e prende il sopravvento.

Vincenzo Borriello Scrittore

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Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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2 risposte a Grillo l’ha fatta fuori dal blog

  1. enrico ha detto:

    no grillo non stanca ,quello che ha detto su renzi e’ vero,la falsita’ di renzi e’ piu’ che provata chi dice il contrario mente,grillo e’ l’unico coerente con le promesse fatte agli elettori e l’unico che ci fa risparmiare soldi…ancora pochi e solo perche’ gli altri non rinunciano a un solo euro,col 5stelle al governo un mucchio di parassiti si dovrebbero dar da fare a cercarsi un lavoro al pari di molti altri sfortunati italiani

  2. Cittadino Italiano ha detto:

    grillo, nonostante la presa di posizione iniziale sua e di casaleggio, è stato richiesto dalla maggiornaza degli iscritti al movimento di partecipare alle consultazioni, e questo è un fatto!.
    In spregio alla sbandierata democrazia del web, ha preferito, invece, fare il solito monologo per timore di confrontarsi con renzi sulle ‘cose’.
    Da ciò risulta evidente che ai due guru pentastellati servono solo degli utili idioti che, pur chiedendo democraticamente un cambio di atteggiamento dei rappresentanti, non critichino poi il loro comportamento anche se non rispondente al mandato.

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