La bischerata di Renzi


Cuperloo Renzi

Più che rottomatore Renzi è un Terminator. In poco tempo ha fatto fuori Fassina prima e Cuperlo poi. Cuperlo, in aperto contrasto con le decisioni del Segretario PD si dimette dalla carica di presidente del partito. La mela della discordia è la proposta di legge elettorale, o meglio, l’intesa con Silvio Berlusconi.

Eh sì, al di là delle preferenze, soglie di sbarramento e doppio turno, il problema è stato la piena intesa con Silvio Berlusconi. Tutti sappiamo che il leader di Forza Italia è Berlusconi ma altrettanto tutti sappiamo della condanna inflittagli dai giudici del tribunale di Milano. Scendere a patti con il condannato di Arcore, ha significato legittimarlo, nonostante la sua decadenza dalla carica di Senatore. Nessuno nega che una questione delicata come la legge elettorale che stabilisce le regole del “gioco” vada fatta coinvolgendo tutte le anime che compongono il Parlamento, incluso Forza Italia, ma non si può discutere con una persona cacciata dal Senato per aver commesso un crimine.

Fin dalla sua investitura, Renzi ha dato l’impressione di voler personificare il PD, accentrare su di lui ogni cosa, sulla scia di Forza Italia, lasciando una parvenza di democrazia che smentisce nel momento in cui afferma: “Il pacchetto di riforme non è à la carte. O si vota in blocco così com’è o salta tutto”. Ecco, forse salterà tutto, ma in tal caso il bombarolo sarà stato Renzi che dopo un sorso di potere, si è già ubriacato sognando Obama ma copiando Silvio Berlusconi.

Renzi è stato furbo, non lo aveva detto durante le primarie che avrebbe fatto accordi con Berlusconi. Mica aveva reso partecipe la base del PD di voler ospitare nella sede del partito un condannato per discutere di legge elettorale e chi sa cos’altro. Se lo avesse fatto, difficilmente avrebbe vinto la sfida per la segreteria. Forse, Renzi non ha mentito durante la sua campagna, ma certamente ha omesso qualcosa e questo è un tantino scorretto.

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Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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