Le baby prostitute di Roma: considerazioni sulla prostituzione minorile


Il fenomeno della prostituzione minorile è più diffuso di quanto si creda. Come al solito, superficialmente, sale sul banco degli imputati internet. La rete è semplicemente un modo in più per la diffusione di tale fenomeno ma sbaglia chi ne fa un capro espiatorio o identifica in essa l’unica responsabile senza la quale non esisterebbero le “baby prostitute”.

La prostituzione minorile è presente da decenni in Pesi asiatici e sud americani e da ben prima dell’avvento di internet. Non a caso, tali mete sono scelte per il turismo sessuale. Ma se in questi paesi il fenomeno è conseguenza di una povertà diffusa e di condizioni di sfruttamento – per non parlare della tratta di esseri umani che in Italia è stimata nell’ordine di 7000/11000 minori – qui da noi le esigenze che spingono una ragazzina a prostituirsi sono ben altre.

Non soltanto prostituzione, nel senso stretto del termine. La cronaca ci racconta di adolescenti pronte a cedere video e foto a sfondo sessuale in cambio di piccoli regali e ricariche telefoniche. È un dato di fatto che negli ultimi 80/100 anni ci sia stata una diminuzione progressiva dell’inibizione e del senso del pudore. Ma la cosa più preoccupante è che negli ultimi 15 anni circa, si è avuta un’impennata di questa disinibizione sessuale che ha visto coinvolte fasce d’età sempre più basse.

Questo, però, è solo un contorno rispetto al fenomeno che veramente deve farci riflettere, ossia il costante processo di mercificazione (del corpo e non solo) da cui i ragazzi sembrano sempre più assorbiti, o meglio, fagocitati. É l’intero sistema valoriale a essere progressivamente mercificato e fa sì che la ragazzina metta in vendita il suo video per trarre un profitto che gli permetta di comprare delle cose.

Oggetti di consumo che la società impone di comprare. É l’oggetto che scalza il valore. Oggi ci vengono forniti modelli che attraverso l’elaborazione dei mass media e la conseguente amplificazione, diventano mete. Quegli stessi media ci suggeriscono anche come raggiungere quelle mete, ossia la mercificazione del corpo. Il corpo diventa merce di scambio per altra merce o per un determinato status.

La povertà è l’ultima delle ragioni che spinge una ragazzina italiana a prostituirsi. A suggerircelo sono anche i dati in possesso dell’equipe del professor Luca Bernardo, direttore del reparto di pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. Secondo tali dati, ragazze che frequentano istituti scolastici privati (il ché esclude la provenienza da famiglie in difficoltà economiche), dette “ragazze doccia” vendono il loro corpo a coetanei e chi sa chi altri. Anche nel caso delle baby prostitute romane, siamo in presenza di due profili diversi.

Se una delle due ragazzine proviene da una situazione familiare disagiata, non si può dire lo stesso dell’altra. La persona povera, poi, più che preoccuparsi di comprare la cocaina o l’ultimo modello di cellulare, pensa a cosa portare in tavola. Stiamo imboccando una strada, dove non è il vissuto che ci determina come individui ma ciò che abbiamo e come appariamo. È una gara dell’apparire e dell’avere a costo di mortificare il “Se” (inteso come individuo).

Più preoccupante di una bambina che si prostituisce, è che esistono adulti – come sempre insospettabili – disposti ad approfittare della fragilità di un minore che si trova in una condizione nella quale non si sente più bambino ma non può neanche dirsi adulto. Questi sono veri mostri, il marcio da estirpare.

Vincenzo Borriello Scrittore

Il ladro di fotografie. Il nuovo libro di Vincenzo Borriello. Disponibile in cartaceo a 9 euro e in ebook a 0,99€ http://www.lettereanimate.com/eshop/index.php?route=product/product&product_id=119

Il ladro di fotografie. Il nuovo libro di Vincenzo Borriello. Disponibile in cartaceo a 9 euro e in ebook a 0,99€ http://www.lettereanimate.com/eshop/index.php?route=product/product&product_id=119

Annunci

Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...