Il tuo libro al Pisa Book Festival: basta pagare l’editore


Certi editori cadono sempre più in basso, trascinando nella melma tanti onesti operatori del settore che tra mille difficoltà provano a portare avanti la loro azienda. Del fenomeno Vanity Press se n’è parlato molto. Ma la vanità, si sa, non conosce limiti. Se prima c’erano editori che offrivano la possibilità di pubblicare un libro, dietro lauto compenso, c’è chi ha tentato di fare il salto di qualità.

Nel mercato, come saprete, bisogna differenziare l’offerta per sbaragliare l’agguerrita concorrenza. C’è un editore (ma probabilmente non è l’unico) che l’offerta l’ha arricchita dando la possibilità all’autore di vedere il suo libro al Pisa Book Festival 2013.  Nella mail che ho ricevuto, s’invita lo scrittore ad approfittare degli ultimi giorni per pubblicare la sua opera (lo stile ricorda una televendita con oggetto, pentole o materassi). Ovviamente c’è da pagare. Quanto? Dipende dal numero di pagine del libro. La cifra minima, per un volume di cento pagine, è di 400,00 euro.

In poco più di un mese, l’editore realizzerà la copertina e stamperà l’opera. Insomma, sembra evidente che non ci sia, non dico il tempo per un lavoro di correzione, ma neanche il tempo per leggere il dattiloscritto pervenuto. È chiaro che in questo caso la qualità non è un criterio di scelta. Ma è anche un torto che si fa a quei pochissimi temerari lettori che si azzarderanno a comprare uno dei libri stampati (pubblicare è una cosa ben diversa) da tale editore.

Arriva il file, preceduto dal bonifico, e si va in stampa. L’autore si sentirà soddisfatto? Probabilmente sì. Dopotutto potrà sempre raccontare a parenti e amici di essere stato presente alla manifestazione, di avere un libro pubblicato ecc. ecc. Le solite chiacchiere, il solito rifugio di chi si crede troppo bravo per non essere pubblicato, costi quel che costi.

Vincenzo Borriello Scrittore

Il ladro di fotografie. Il nuovo libro di Vincenzo Borriello. Disponibile in cartaceo a 9 euro e in ebook a 1,49 euro http://www.lettereanimate.com/eshop/index.php?route=product/product&product_id=119

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Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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