Graziate il soldato Berlusconi


Possono le vicende giudiziarie di un singolo uomo condizionare la vita di un intero Paese? La risposta è sì, almeno in Italia. L’Italia è un Paese dove c’è chi può lanciare minacce e avvertimenti senza neanche preoccuparsi di farlo in modo velato. L’arroganza dei potenti è cosa nota, la prepotenza anche. È il carnefice che si maschera da vittima.

Ci hanno inculcato l’idea che una sentenza non basta se di primo grado. Sei condannato ma resti ugualmente innocente. Ti condannano in secondo grado. Non basta, sei ancora innocente. Bisogna attendere la Cassazione, prescrizione permettendo. Solo in quel caso, la condanna sarà effettiva e tu potrai essere bollato come criminale, o almeno così credevamo. Eh sì, perché con l’arrivo del terzo grado di giudizio nei confronti di Silvio Berlusconi, pare che neanche in questo caso si possa parlare di colpevolezza.

Quando si tratta di Silvio Berlusconi – a differenza di noi altri comuni cittadini – le sentenze non si rispettano, non si accettano. È tutto falso, è tutta una macchinazione. È uno squallido complotto volto a togliere di mezzo con metodi illeciti un onesto cittadino. È la morte della democrazia, un sopruso, un’ingiustizia. Non potendo usare più legittimi impedimenti, leggi “ad personam” varie e prescrizioni, si tira in ballo la Grazia. Silvio Berlusconi, il condannato Silvio Berlusconi, deve essere graziato.

Non chiedetemi il perché, sto ancora cercando di capirlo. Chiedetelo a lui il perché. Dopotutto se ci sono rimedi per le calvizie, per le rughe e la disfunzione erettile ci dev’essere anche un modo per evitare la galera a un condannato. Personalmente non ho mai creduto che il Presidente Napolitano possa concedere il privilegio della Grazia a Berlusconi. La chiedono i suoi fedeli compari che senza di lui – evidentemente – sarebbero persi e soprattutto non esisterebbero.

Siamo alla presenza di una classe politica – quella del PDL – evidentemente incapace di camminare con le proprie gambe. Una schiera di bambini perennemente al primo giorno di asilo che in oltre 20 anni non è stata capace di crescere e vivere senza la paghetta di papà. Dopotutto così è più comodo, più facile. Vivere all’ombra di qualcuno evita un sacco di problemi. Se la fine politica di Silvio Berlusconi deve significare la fine del PDL, di FI o come diavolo vogliono chiamarsi, così sia! Dopotutto, se non sono capaci di camminare con le proprie gambe, non hanno motivo di esistere. Non hanno diritto (perché privi delle necessarie capacità) di sedere in parlamento.

Se vogliono restare bambini e rifiutarsi di crescere, facciano pure, ma lo facciano altrove dove non possano arrecare danni al Paese. Se la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di Senatore debba significare la fine di questo Governo contro-natura, così sia perché sarebbe molto peggio governare sotto un costante ricatto. Lo tengano bene a mente i signori dal PD.

Vincenzo Borriello Scrittore

Il ladro di fotografie. Il nuovo libro di Vincenzo Borriello. Disponibile in cartaceo a 9 euro e in ebook a 1,49 euro http://www.lettereanimate.com/eshop/index.php?route=product/product&product_id=119

Il ladro di fotografie. Il nuovo libro di Vincenzo Borriello. Disponibile in cartaceo a 9 euro e in ebook a 1,49 euro http://www.lettereanimate.com/eshop/index.php?route=product/product&product_id=119

Annunci

Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...