Francesco ha telefonato anche me


Vincenzo Borriello ScrittoreScrivo di getto per raccontare quanto è appena accaduto. Qualche giorno fa, non ricordo neanche io quanto tempo sia trascorso, ho spedito una copia del mio libro a Francesco (lui mi ha chiesto di chiamarlo semplicemente così) “Il ladro di Fotografie”. Ammetto che il mio regalo era un po’ una provocazione. Insomma, il noir non credo sia un genere letterario adatto al personaggio in questione. Del resto avevo regalato una copia del mio libro anche a un personaggio del mondo sportivo (lui non si è fatto vivo, ma non era questo il mio scopo). Mi trovavo a casa impegnato a fare dell’esercizio fisico quando squilla il telefono. Nulla di strano, a tutti capita di ricevere una telefonata. Alzo la cornetta e come consuetudine dico «Pronto!» dall’altro capo del telefono una voce pacata ma al tempo stesso gioiosa risponde: «Sono Francesco!» Faccio mente locale e lì per lì non mi viene in mente nessun Francesco, poi capisco. Per natura non sono uno che parla molto, alla parola parlata preferisco di gran lunga quella scritta. Resto in silenzio per un tempo che non saprei quantificare. Francesco, evidentemente, capisce il mio stupore e rompe il ghiaccio «Ti ringrazio per il libro, mi è piaciuto molto…» poi fa una battuta sulla mia foto presente sul retro-copertina. Io rido, e gli spiego chi sono gli Iron Maiden (indosso una loro felpa in foto). Lui dice che proverà ad ascoltarli… stavo per suggerirgli “The Number of the Beast” ma poi ho lasciato perdere. In tutto abbiamo chiacchierato dieci, forse dodici minuti (ha parlato più lui che io). Una cosa avrei voluto chiedergliela – niente a che fare con l’esistenza umana e cose del genere – avrei voluto chiedergli da dove ha preso il mio numero. Alla fine ho trovato una risposta plausibile. Sul plico che gli ho spedito, c’era l’indirizzo del mittente.

Vincenzo Borriello Scrittore

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Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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