Egitto: i militari sbagliano


Mohamed Morsi

Le nuove proteste in piazza hanno avuto come conseguenza un colpo di stato militare. Premetto che non conosco la Costituzione Egiziana e dunque non so quali siano effettivamente i compiti dell’esercito oltre a quello della difesa del Paese. Naturalmente non è mia intenzione criticare la piazza. Se gli egiziani si sono nuovamente riversati nelle strade per contestare il presidente Mohamed Morsi, avranno avuto buone ragioni.

C’è un fatto che tutti devono tenere conto: Morsi è stato eletto un anno fa. Nessuno ha messo in dubbio il regolare svolgimento delle elezioni tenutesi in Egitto. Certo, fin dall’inizio della fase del processo di democratizzazione, in Occidente si facevano gli scongiuri affinché la vittoria non andasse ai Fratelli Musulmani. Scongiuri evidentemente inutili, visto l’esito delle elezioni.

Il nuovo intervento dei militari andrebbe considerato tenendo presente un particolare. Mohamed Morsi, nel giugno di un anno fa sconfisse Ahmad Shafiq, che non solo è stato primo ministro durante il regime di Mubarak, ma era stato anche comandante dell’aviazione militare egiziana e godeva dei favori proprio dei militari. A poco più di un anno, sfruttando la spinta della piazza, i militari sono intervenuti in modo deciso.

I militari sbagliano nel momento in cui, di fatto, pongono agli arresti Morsi e chiedono l’arresto di altre 300 persone esponenti dei Fratelli Musulmani. Sono state inoltre chiuse alcune emittenti televisive ritenute vicine ai Fratelli Musulmani. Gli arresti si direbbero illegittimi e arbitrari. Si indicano nuove elezioni ma senza arresti.

Vincenzo Borriello Scrittore

Il ladro di fotografie. Il nuovo libro di Vincenzo Borriello. Disponibile in cartaceo a 9 euro e in ebook a 1,49 euro www.lettereanimate.com

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Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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