Riprendiamoci l’Italia


In questi ultimi anni abbiamo assistito alla mortificazione della democrazia (clicca qui), della meritocrazia, parole come sacrificio, lavoro, studio, sono state derise, umiliate, deprivate della loro dignità da un manipolo di uomini al soldo di chi considera l’Italia alla stregua di una sua azienda. Inutile aggiungere che mi riferisco a Silvio Berlusconi. Il presidente del consiglio vive in una realtà parallela lontani anni luce dalla vita reale. Quella vita che con fatica ed ogni giorno, nonostante le difficoltà, affrontano con dignità tantissimi italiani. Eppure Berlusconi pretende che tutti noi osserviamo il mondo con i suoi occhi, pretende che legittimiamo la sua realtà parallela e che l’accettiamo come modello dominante. Assolutizza il suo mondo come unica realtà possibile, perennemente perso nel suo narcisismo, nel suo egocentrismo, affetto da distorsioni mentali. Come un qualsiasi dittatore si sente perseguitato, vede il complotto in ogni luogo, come un qualsiasi dittatore è un megalomane, ha manie di grandezza. In tutto questo fa il suo gioco la mancanza di un vero antagonismo politico, un PD che pavidamente chiede le dimissioni del premier, mostrando così la sua debolezza, le sue insicurezze, perché una vera opposizione, sicura dei suoi mezzi chiederebbe le dimissioni senza alternativa alcuna. Si tirano in ballo scuse secondo le quali andare ora alle elezioni paralizzerebbe il paese, offrirebbe l’Italia agli speculatori e così via. Chi afferma questo, è probabilmente cieco, perché non vede che il paese è già paralizzato da diverso tempo. Quali riforme potrebbe poi mai proporre l’attuale governo se gira e rigira si parla sempre di toghe rosse, intercettazioni, uso criminoso della giustizia. In verità l’unica cosa criminosa che vedo è l’uso della politica. Un uso criminoso della politica volta ad impedire che il premier sia processato, un uso criminoso della politica volto a mettere in politica le amichette, un uso criminoso della politica per gli amici della cricca, un uso criminoso della politica per impedire l’arresto di personaggi come Cosentino. Non esiste altra democrazia al mondo dove poliziotti e carabinieri fanno da balie a delle ragazze. Quando qualcuno poi prova ad alzare la voce, si liquida rapidamente con parole come, teppista, delinquente, terrorista. É facile contare i danni creati magari durante una manifestazione, sarebbe bello però confrontarli con i danni creati per spostare il G8 dalla Maddalena a L’Aquila, sarebbe bello fare un confronto dai danni creati al paese con la vicenda Alitalia, o chi ha permesso lo scudo fiscale ma, l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Gli ultimi tre lustri della politica Italiana sono stati devastanti sopratutto per i ragazzi della mia generazione e le successive, a confronto tangentopoli sembra quasi una barzelletta. Il futuro ci è stato rubato, condannati quando ci va bene, ad un precariato cronico. Ecco perché tocca a noi riprenderci l’Italia, riprenderci ciò che è nostro in un modo o nell’altro. Non dobbiamo accettare lezioni né di morale né di vita da chi oggi va nei salotti televisivi a parlare di politica, ancor meno, non dobbiamo accettare lezioni da chi va nei suddetti salotti televisivi a difendere a spada tratta il padrone. Noi padroni non ne abbiamo e non dobbiamo averne, ancora una volta, riprendiamoci l’Italia così come tunisini, algerini, egiziani stanno cercando di riprenderci ciò che è loro.

 Vincenzo Borriello

(riportare il link in caso di riproduzione)

PROSSIMA PUBBLICAZIONE – LA DONNA CHE SUSSURRAVA AGLI SPECCHI  EDITORE MONTECOVELLO

L’uomo che amava dipingere (Vincenzo Borriello – Casa editrice Aurea) Yassir,un giovane pittore iraniano, è arrestato per aver dipinto un quadro raffigurante una donna nuda. L’accusa è di aver prodotto materiale pornografico, reato per cui in Iran è prevista la pena di morte. L’uomo in prigione conoscerà Omar, detenuto perché omosessuale, fra i due nascerà un’ amicizia molto forte che porterà a dei risvolti inaspettati. Costo 13,00€ spese postali incluse ordinandolo a aureaeditrice@live.it, in libreria oppure chiedi una copia autografata direttamente all’utore scrivendo a viborriello(at)libero.it

Informazioni su Vincenzo Borriello

Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che l’ha portato a collaborare con alcune testate giornalistiche per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, e agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua passione per la sociologia ha portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano, a suo parere, incomplete come nel caso del terrorismo islamico, cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto a effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è previsto la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro, un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai sufficientemente dibattuti, attingendo come nel lavoro precedente, da fatti di vita reale sapientemente mescolati e rimescolati alla fantasia e creatività dell’autore. Il passo successivo è rappresentato dall’opera “Il ladro di fotografie”, edito da Lettere Animate. Borriello, per la prima volta, si cimenta con il noir. Un’etichetta che però, probabilmente, non rende bene l’idea. La definizione più adatta per l’opera potrebbe essere “noir riflessivo”. Questa la trama: La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso ed alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.
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2 risposte a Riprendiamoci l’Italia

  1. Mirella ha detto:

    L’articolo “Riprendiamoci l’Italia” è a dir poco la voce assoluta di molti italiani che ogni sera vanno a letto sperando in un “domani” migliore!

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