Si dice che il Parlamento sia il baluardo della democrazia, si diceva lo stesso anche delle forze dell’ordine che facevano irruzione nella Diaz ma lasciamo stare. Parafrasando un celebre film cartoon si potrebbe dire: chi ha salvato De Gregorio? Non lo sapremo mai, tutto ciò che c’è dato sapere, è che 169 suoi simili hanno votato contro l’arresto di un uomo ritenuto dai magistrati coinvolto nell’inchiesta sui fondi pubblici all’Avanti. Favorevoli all’arresto, appena 109 senatori. Una larga maggioranza, dunque, ha detto no all’arresto. É la casta che salvaguarda se stessa allo scopo di perpetuarsi, riprodursi. É la difesa della specie, una lotta per la sopravvivenza di darwiniana memoria; ma è anche la corda che si tende e, si sa, a tendere troppo una corda, finisce che poi si spezza. Che cosa diranno quanti siedono comodamente tra i banchi del Parlamento quando, la corda si sarà spezzata? Gente che ha fatto della politica la sua professione traendone vantaggio per se stesso e, in molti casi, per la sua prole? Alfieri del nepotismo! Discuteranno per un paio di settimana del nuovo “Er Pelliccia”, parleranno, indignati, delle città messe a ferro e a fuoco? Mi domando, ma la colpa è del fuoco o di chi appicca la miccia? Certo, si è già provveduto a designare i nuovi nemici, FAI, BR (buone per tutte le stagioni). In casi come il salvataggio di De Gregori, ennesimo di una lunga lista, si è soliti dire che si è votato secondo libertà di coscienza. Premesso che spesso la coscienza è sporca, in tutta coscienza, questi signori cosa diranno in caso di un assalto al parlamento o, per citare Rutelli, quando la gente impugnerà i forconi? Parleranno di vandali? Teppistelli? Anarcoinsurrezionalisti? Signori, la vera insurrezione c’è stata ieri in senato quando è stato salvato dagli arresti un membro di una specie capace di resistere anche a un attacco nucleare, peggio degli scarafaggi. Sono loro che insorgono e sovvertono l’ordine democratico.
Vincenzo Borriello Scrittore – riportare il link in caso di riproduzione
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Info su vincenzoborriello
Vincenzo Borriello è nato a Torre del Greco nel 1976. Ha conseguito la laurea in sociologia presso la Federico II di Napoli. Fin dall’età adolescenziale ha avuto una forte passione per il giornalismo che lo ha portato a collaborare con due testate giornalistiche Tutto è… ed Il Levante per le quali ha scritto di politica, di cronaca e ha svolto inchieste giornalistiche con una forte impronta sociologica. Ha dimostrato un forte interesse per gli studi di Wallerstein e in particolare per la sua teoria del Sistema Mondo che gli ha permesso di affrancarsi da obsolete categorie analitiche, fornendogli strumenti adeguati per “pensare il mondo”. Successivamente si è avvicinato agli studi di Parag Khanna, allo scopo di approfondire le sue conoscenze sui “Nuovi equilibri globali”, ed agli studi di Amartya Sen, in particolare ai suoi studi sulla globalizzazione. La sua maturità giovanile e la sicurezza del tratto della sua penna hanno portato l’autore ad approfondire le dinamiche sociali, cercando di capirne e studiarne a fondo i meccanismi, e di dare nuove interpretazioni laddove le spiegazioni causali e le interpretazioni risultavano a suo parere incomplete come nel caso del terrorismo islamico, a cui ha dedicato uno studio approfondito, troppe volte semplicisticamente ridotto ad effetto di un integralismo religioso spinto all’esasperazione, o peggio, e ancora in maniera più semplicistica, ridotto a gesta di psicopatici. Nel febbraio 2010 esce il suo primo romanzo dal titolo “L’uomo che amava dipingere” (Casa editrice Aurea) che narra la storia di Yassir, un giovane pittore iraniano arrestato per aver dipinto una donna nuda, reato per il quale è prevista la pena di morte. É lo stesso autore a definire il suo libro un romanzo”sociale”contro la violazione dei diritti umani; ma anche una finestra sul mondo arabo-persiano capace di fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello “folkloristico”che i media amano dare in pasto a cervelli troppo pigri per pensare. L’opera ottiene ottime recensioni, così come ottima è giudicata la capacità di scrittura dell’autore, da parte di chi ha letto il libro. Due i riconoscimenti in particolare che vale la pena citare: decretato dai lettori libro del mese su “Il Romanziere” e libro del mese sulla rivista “Lapilli”. Nel febbraio del 2011, proseguendo sulla scia del “romanzo sociale” intrapresa con il lavoro precedente, Borriello pubblica “La donna che sussurrava agli specchi” edito da Montecovello. L’opera che, stilisticamente rappresenta un’ulteriore evoluzione per l’autore, vuole ancora una volta essere un atto di denuncia verso temi mai